Scarico a parete: conviene?

Lo scarico a parete si presenta spesso come la soluzione più economica e semplice da realizzare. Molti clienti vengono (mal)consigliati proprio basandosi su questi elementi.

Ma come funziona in realtà? Facciamo chiarezza.

Scarico a parete

Le motivazioni economiche non sono contemplate né dalla legge né dalla normativa; prevalgono le ragioni di sicurezza e di salute pubblica.

proponiamo sempre la strada professionale che è la più sicura; capisco che magari economicamente è meno conveniente per il cliente, ma parte del nostro lavoro è anche affrontare queste questioni

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Durante le centinaia di sopralluoghi che facciamo durante l'anno, affrontiamo la questione spesso e riteniamo importante che il cliente sia informato.

Ultimamente un cliente ci ha posto esplicitamente la domanda per mail e riteniamo opportuno condividere con voi la risposta, che riportiamo di seguito.

...il problema dello scarico a parete (che nel suo caso rispetterebbe le distanze dalle forometrie) non è il tiraggio della caldaia, le caldaie hanno una ventola di espulsione e quindi il problema non si pone.
La normativa impone lo scarico a tetto, ad eccezione di alcuni casi che sostanzialmente fanno riferimento all'impossibilità di realizzarlo. Nel suo caso questa impossibilità non esiste, quindi vengono meno le condizioni.
Le motivazioni economiche non sono contemplate né dalla legge né dalla normativa; prevalgono le ragioni di sicurezza e di salute pubblica. Lo scarico a parete impatta sulla salute pubblica.
Nel suo caso inoltre, trattandosi di un condominio, ci sono anche motivazioni condominiali sia nei confronti degli altri condomini che per motivi estetici.
Nei confronti degli altri perchè a quel punto tutti sarebbero autorizzati a farlo, il che renderebbe la questione difficilissima da gestire.
Per motivi estetici perchè sicuramente impatta la facciata e peggio sarebbe se lo facessero anche altri.
Normalmente in questi casi l'amministratore impone la rimozione.
Avendo conoscenza di ampia legislazione di questa materia ed essendo l'installatore responsabile di come viene realizzato lo scarico fumi, noi chiediamo sempre al cliente il consenso del condominio (amministratore o assemblea) e la manleva nei nostri confronti onde evitare contenziosi. Tenga presente che qualunque condomino o agente di polizia locale che vede uno scarico a parete può fare segnalazione alla polizia locale o all'asl, i quali, constatando che esiste una soluzione alternativa (e per altro obbligata dalla legge) le possono ingiungere per decreto la rimozione dello scarico entro 40gg, costringendola ad eseguire l'intubamento a quel punto con costi maggiori. 

Dopo tanti anni di esperienza, abbiamo constatato che non vale la pena intraprendere questa strada; tanto più che in Italia nei condomini abbiamo livelli di litigiosità estremamente elevati. E le assicuro che in questi casi anche i condomini tranquilli sono una minaccia.
Le dico anche che nel suo caso la caldaia ideale è la caldaia Biasi, perchè consente un intubamento particolarmente semplice (arriva a ottime altezze di canna fumaria con tubi più piccoli).
Onestamente proponiamo sempre la strada professionale che è la più sicura; capisco che magari economicamente è meno conveniente per il cliente, ma parte del nostro lavoro è anche affrontare queste questioni. 

L'installatore è prima di tutto un professionista e deve proporre al cliente la soluzione migliore per le sue esigenze, ma non può prescindere dalle normative, che su questa questione ormai sono molto chiare.

Per approfondimenti vi segnaliamo questo link.

Scarico a parete: conviene veramente?