Scarico fumi a parete: è davvero vietato?

Non sempre.

In un chiarimento fornito dall’Ing. Anna Miozzo dell’Ufficio Vigilanza Edilizia – Settore Edilizia Privata del Comune di Padova, viene confermato che la regola generale prevede lo scarico dei fumi sopra il tetto, ma che la normativa contempla alcuni casi nei quali lo scarico a parete è legittimamente consentito.

Scarico a parete

Tra questi rientra, ad esempio, la sostituzione di una caldaia individuale già esistente in un condominio, quando il precedente apparecchio scaricava già a parete o quando non sono presenti canne fumarie idonee e adattabili al nuovo generatore. Lo scarico a parete può essere ammesso anche quando un progettista attesta e assevera l’impossibilità tecnica di realizzare lo sbocco sopra il tetto.

Naturalmente non è sufficiente “fare un foro nel muro”: devono essere rispettati i requisiti previsti per il generatore, la documentazione dell’impianto, le indicazioni del produttore e le distanze del terminale da finestre, balconi, aperture e proprietà confinanti stabilite dalla normativa tecnica vigente.

La conclusione, quindi, è chiara:

lo scarico a parete non è vietato in assoluto. È consentito nei casi di deroga previsti dalla legge, purché l’intervento venga verificato, documentato e realizzato correttamente da tecnici qualificati.

Ogni abitazione e ogni condominio devono però essere valutati singolarmente: ciò che è conforme in un edificio potrebbe non esserlo in un altro.

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